n.91 del 3 settembre 2017

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Lettera del parroco

Cari amici di Mussotto, Piana
Biglini e Scaparoni,
desidero iniziare questa lettera di
apertura del nuovo anno pastorale, con le parole che
trovate sul ricordino che ho preparato per il 50° anno
della mia ordinazione sacerdotale: “un Grazie
immenso al Signore e a tutti coloro che hanno condiviso con me l’annuncio del Vangelo”.
Era mio desiderio fare memoria privata di questo evento, poi le cose sono precipitate: presenza del Vescovo e di tante persone amiche; S.Messa solenne,
momento fraterno della cena, rallegrata da canti e scenette in memoria di momenti belli vissuti insieme.
Come non dimentico il 29 Giugno del 1967: era giovedì come il 29 Giugno 2017, così porterò per
sempre nel mio cuore tutto l’affetto, la tenerezza che
mi avete dimostrato in questa circostanza.

Per citare un film, una passione giovanile e sempre coltivata, Settimo Sigillo di I. Bergman: “Ricorderò questo momento di felicità semplice e intensa e mi sarà di conforto nei passaggi esistenziali difficili che mi
attendono”; la vita di ogni persona, in particolare di
un parroco, è ritmata su tre parole: consenso, dissenso
e solitudine.

MA ORA VOLTIAMO PAGINA,
perché chi guarda il passato non vede più il presente e le sfide pastorali che lo attendono.
Oggi le comunità parrocchiali devono “fare i conti” con la mancanza di sacerdoti o comunque di parroci avanti negli anni, per cui la partecipazione
consapevole e responsabile dei laici è fondamentale.
Nelle nostre tre parrocchie è ancora presente nelle celebrazioni eucaristiche uno zoccolo duro composto in gran parte da persone avanti negli anni.
Il coinvolgimento dei genitori e dei ragazzi è significativo nella preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima; meno significativa quella del Battesimo, mentre i matrimoni religiosi sono pochi.
Rimane discreta la partecipazione all’ora settimanale
di catechismo, a cui non fa riscontro la presenza alla Messa domenicale.
L’assenza più rimarcata alla Messa domenicale si coglie nel mondo giovanile, dal dopo Cresima in avanti.

COSA POSSIAMO FARE, QUALI SCELTE PASTORALI SI IMPONGONO?
La prima: continuare l’esperienza positiva del consiglio pastorale allargato, preparato con serietà
da un gruppo di voi che proponeva di volta in volta un
cammino ben preciso e articolato, con lo slogan: E’
più facile costruire muri che ponti.
L’animazione dell’Eucaristia domenicale è sempre stata ben curata, con la presenza di un gruppo numeroso, motivato e ben preparato nel condurre l’assemblea con il canto e i vari momenti della celebrazione.
Un consiglio per i catechisti: attenersi all’essenziale nei vari incontri in programma. E’ impressionante la non conoscenza delle verità di fede fondamentali dopo tante ore e incontri di catechesi. Non è un rimprovero, perché siete stati meravigliosi nella conduzione di
questa attività.
Il gruppo di solidarietà, il centro di ascolto hanno svolto un lavoro importante nel venire incontro alle persone con difficoltà economiche presenti sul
territorio, senza dimenticare i vari progetti portati avanti in vari paesi del pianeta.
Inoltre molto attivi e presenti i gruppi che hanno curato la pulizia dei locali, la preparazione dei
momenti conviviali per i comunicandi, i cresimandi e
per finanziare le varie attività parrocchiali, in particolare il doposcuola; inoltre le signore che
preparano gli incontri per la terza età, quelle che allestiscono il banco di beneficenza.
Come vedete, non ho ricette miracolistiche, ma solo l’invito a continuare a fare l’ordinario con fiducia, convinti che il Signore è vicino e non ci abbandona.
Quando c’è l’impegno, la buona volontà, senza cercare onori ed elogi mondani ma unicamente il bene delle persone, i risultati non si fanno attendere. Vedi
l’estate ragazzi con la presenza di 100 bambini e 30 giovani a seguirli. Sono il frutto del doposcuola e non solo.

PER CONCLUDERE…
Mi ha sempre impressionato l’invito che Mosè rivolge
a Giosuè, designato come successore nella guida del
popolo eletto verso la Terra Promessa: “Coraggio e sii
forte”, ripetuto più volte.
Lo rivolgo a me e a tutti voi. I tempi sono difficili, ma
come afferma il testo biblico di Qoelet, non è saggezza affermare che i tempi passati erano migliori.
Grazie per la vostra collaborazione e vicinanza umana.
Dopo la sera del 29 Giugno, alcuni amici mi hanno confidato: guarda che sono molti coloro che ti
vogliono bene. Mi fa piacere e spero di non deludervi, sia a livello umano che spirituale.

Ancora grazie a tutti, don Franco